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AGENDA 21: LE COSE DA FARE NEL 21 SECOLO


Il Comune di Mesero ed altri 13 Comuni della zona si sono convenzionati per intraprendere un percorso unitario per l’attivazione del “processo di Agenda 21 locale nei comuni dell’est Ticino”.

L’iniziativa prende origine da un documento chiamato “Agenda 21” contenente una serie di propositi ed obiettivi programmatici su ambiente, economia e società, che è stato sottoscritto da oltre 170 nazioni durante la Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo svoltasi a Rio de Janeiro nel giugno 1992.

Il nome “agenda 21” sta a significare le cose da fare nel 21° secolo e lo scopo è quello di promuovere comportamenti e scelte indirizzate verso uno sviluppo sostenibile a tutti i livelli.

L’attivazione di un’Agenda 21 locale dipende inoltre dalla sottoscrizione della carta di Aalborg, un documento approvato nel 1994 dai partecipanti alla conferenza europea sulle città sostenibili, in cui si riconosce il ruolo centrale delle amministrazioni locali che si impegnano “ad attuare l'Agenda 21 a livello locale e ad elaborare piani d'azione a lungo termine per uno sviluppo durevole e sostenibile”.

Come si vede il concetto trainante dell’iniziativa è quello di “sviluppo sostenibile” e cioè uno sviluppo che “soddisfa i bisogni della presente generazione senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri”.

Nel concreto uno sviluppo sostenibile viene attuato con azioni e comportamenti, definiti “buone pratiche”, che tendono a ridurre il consumo di risorse ed energia, l’inquinamento, il traffico, la produzione di rifiuti, che incentivano l’utilizzo di materiali e tecnologie rinnovabili, che preservano il territorio naturale e razionalizzano lo sviluppo.

L’aspetto più importante di questi comportamenti sta nel fatto che possono essere messi in pratica da chiunque e che i vantaggi che derivano dall’adozione di queste pratiche non sono solo di tipo ambientale ma si traducono anche in vantaggi di tipo economico e sociale.

Esempi concreti di buone azioni, sotto gli occhi di tutti, sono la raccolta differenziata dei rifiuti, che permette di riutilizzare i materiali senza dover attingere a nuove risorse, l’utilizzo dei mezzi pubblici, che riduce i problemi di traffico e d’inquinamento, l’impiego di caldaie ad alto rendimento o di lampadine a basso consumo che riducono i consumi di gas ed energia elettrica.

Il progetto elaborato dai Comuni dell’est Ticino si indirizza principalmente verso una sostenibilità di tipo ambientale del territorio e prevede di arrivare, attraverso alcune fasi, a definire un piano d’azione comune nel giro di due anni.

In questo periodo verrà fatta un’analisi del territorio e delle buone pratiche che ciascun comune ha già messo sulla cui base sarà poi redatta una relazione sullo stato dell’ambiente. I risultati  saranno poi discussi in un forum che coinvolgerà diversi soggetti presenti sul territorio e che delineerà il piano d’azione comune.

Nel frattempo le Amministrazioni dei Comuni aderenti al progetto avranno la possibilità di portare avanti autonomamente o in collaborazione tra di loro tutte le iniziative in linea con gli obiettivi di Agenda 21 che riterranno opportuno attivare.

Tra le attività che l’Amministrazione comunale di Mesero intende attuare nei prossimi anni ci sono l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda ed energia elettrica sugli edifici comunali, l’installazione di un impianto a gas sull’auto comunale, la riduzione dei consumi energetici degli impianti comunali, l’introduzione dei principi della bioedilizia nel regolamento edilizio e la conservazione del patrimonio ambientale.

In collaborazione con i comuni confinanti, invece, si sta già discutendo la creazione di un parco intercomunale, ossia una zona verde, circostante i paesi, che servirà da filtro tra i nuclei abitati, le zone industriali e le nuove infrastrutture che si stanno realizzando. Questa parte di territorio, pur essendo vincolato, manterrà l’attuale destinazione urbanistica di zona agricola. Al suo interno, comunque, potranno essere individuare alcune aree di particolare interesse da preservare ulteriormente, da recuperare o da riforestare.  

 

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