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Il
Parroco di Mesero, don Giuseppe Colombo, ha accettato di
rilasciare un’intervista per il nostro informatore
comunale, nella quale egli spiega puntualmente quanto
realizzato per il recupero della vecchia Parrocchiale e
ciò che ancora manca al completamento dei lavori, nonché
la destinazione d’uso delle diverse strutture. Lo
ringraziamo per la cortesia usataci.
Quando
e come è nata l’idea di recuperare la vecchia
Parrocchiale?
Il
recupero della struttura è stato pensato subito dopo la
beatificazione di Gianna Beretta Molla, in accordo con
il Comitato Operativo sorto per l’occasione. Ci è
stato chiesto come tener vivo il messaggio cristiano che
la Chiesa ha inteso proporre con la beatificazione e si
è individuata nelle strutture della nostra Parrocchia,
dove è sepolta Gianna, una risposta adeguata. Nel ’96
è stata avanzata la prima proposta di progetto per un
centro di spiritualità per la famiglia ed è stato
raggiunto un accordo generale con la Diocesi, la fam.
Molla, la fam. Beretta, il Decanato. Il Card. Martini,
in particolare, ha incentivato lo studio per la migliore
realizzazione possibile del progetto.
Quali
sono stati gli interventi più significativi portati
all’edificio e alle strutture connesse?
Bisogna
riconoscere che sia la Chiesa sia la casa parrocchiale
erano in condizioni di degrado avanzato, dal momento che
non erano più utilizzate l’una da circa vent’anni,
l’altra da una trentina. Il tetto della Parrocchiale
era fortemente compromesso, quindi si è partiti da lì
con il recupero, per poi proseguire con il
consolidamento delle volte. Gli imprevisti essendo
sempre in agguato, si è dovuto provvedere
all’ancoraggio delle pareti al colmo del tetto, perché
in alcuni punti, segnatamente sopra le finestre, esse
presentavano grossi buchi, tristi ricordi di travi di
sostegno non più presenti. Nella parte absidale è
stato predisposto un “collare” in cemento armato, al
fine di migliorare la staticità della struttura, e
anche le fondazioni sono state rinforzate. Terminate le
operazioni riguardanti la statica dell’edificio, si è
pensato quindi all’intonaco, restando fedeli a quello
antico, in calce. È di questi mesi, infine, la fase di
intervento volta al recupero delle parti prettamente
artistiche. L’auspicio nostro e di chi lavora
all’opera è di concludere tutto in modo da garantire
la fruizione del complesso entro la fine del prossimo
anno.
Parliamo
un po’ dei costi: come è stata finanziata l’opera?
Dalla
Regione Lombardia è stato riconosciuto un
finanziamento, pari a 129.000 euro, collegato al
recupero di strutture di interesse religioso nell’area
del Parco del Ticino. Dalla C.E.I. (Conferenza
Episcopale Italiana), attraverso la Diocesi, è
pervenuto un contributo, per la sola Parrocchiale, di
155.000 euro. La fam. Molla ha destinato una somma di
25.000 euro. Il Comune di Mesero ha contribuito per il
recupero del campanile e per la tinteggiatura delle
diverse facciate. A queste cifre vanno poi ad
aggiungersi quelle di privati e dei pellegrini in
visita, gestite direttamente dalla Parrocchia, la quale
se ne fa carico e garante. Per il molto che ancora manca
da realizzare si sta valutando l’opportunità di
ricorrere ad alcuni sponsor.
Quale
sarà la destinazione d’uso della vecchia canonica?
Si
è pensato fin da subito ad un Centro di spiritualità,
al servizio delle famiglie, ma anche delle Parrocchie
(per esempio, portando la testimonianza di S. Gianna nei
corsi per i fidanzati); l’aiuto offerto sarà quello
di dare ascolto e accoglienza, a partire
dall’esperienza della nostra Santa dottoressa, alle
domande esistenziali dei pellegrini. Per questo non
mancheremo di creare connessioni con le differenti realtà
locali già esistenti (ad esempio con il Centro di
consulenza per la Famiglia, che ha sede a Magenta),
affinché si possano fornire risposte veramente adeguate
alle esigenze dei “visitatori”. Sarà cura e premura
della Diocesi trovare le persone più adatte per la
“gestione” del Centro.
Sul
fronte della collaborazione tra Istituzioni si è
raggiunto qualche risultato?
La
Diocesi ha sempre sostenuto la creazione del Santuario,
perché lì si ospitasse il corpo di Santa Gianna, e del
Centro di spiritualità ad esso collegato. È stata
avanzata la proposta di creare un Comitato permanente,
che coinvolga le Parrocchie di Magenta, Mesero e
Pontenuovo e le Amministrazioni Comunali di Magenta e
Mesero e che coordini le attività in onore della Santa
Dottoressa. Vedremo i risultati che porterà
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