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A differenza
di altre occasioni, in cui si è parlato di “buone
abitudini”, da adottare o già messe in pratica, questa
volta l’argomento trattato è una “pessima abitudine”:
l’abbandono dei rifiuti lungo le strade e nei campi.
Capita ormai troppo di frequente, non
solo a Mesero ma in tutta la zona, di vedere abbandonati
lungo i bordi di strade periferiche e vicinali, nei campi e
nei boschi ogni sorta di rifiuto: sacchetti di spazzatura,
bottiglie, macerie di vario tipo, elettrodomestici,
pneumatici…
In questi
anni l’Amministrazione Comunale ha cercato di contenere il
fenomeno, eseguendo diversi interventi di pulizia di molte
aree per evitare che l’accumulo di immondizia contribuisse
alla nascita di discariche abusive.
Tali
interventi, ripetuti nel corso degli anni, si sono rivelati
il più delle volte inutili e inefficaci: nel giro di
qualche giorno, nel tratto ripulito si ritrovava il
sacchetto abbandonato.
In questa
evidente mancanza di educazione, l’aspetto più
sconcertante è che, spesso, ciò che viene buttato per
strada è in prevalenza di tipo domestico: lattine,
bottiglie e contenitori di vetro e di plastica, carta,
scarti e simili sono i rifiuti che più spesso si ritrovano
abbandonati. Il controsenso sta nel fatto che per tutte
queste tipologie di rifiuti, ogni settimana e in tutti i
paesi della zona, c’è un servizio di raccolta organizzato
a domicilio, che ne consente la raccolta e lo smaltimento,
semplicemente lasciando i sacchi o i secchi fuori dalla
propria abitazione.
Per tutti
gli altri tipi di rifiuti, quali elettrodomestici,
televisori, batterie, olii esausti, rottami vari, verde e
ramaglie, è invece possibile utilizzare l’ecocentro
comunale oppure sfruttare l’opportunità, data ormai da
tutti i rivenditori, di ritirare l’usato. Non si capisce,
pertanto, perché ci siano ancora persone che, piuttosto che
mettere il sacchetto davanti al cancello, si ostinano a
inutili chilometri per buttarlo ai bordi delle strade o in
mezzo ai campi.
Una nota
positiva si trova invece nella raccolta differenziata, che
negli ultimi anni si è assestata su livelli superiori al
60% e che ha permesso a Mesero di entrare a far parte,
stabilmente, del gruppo dei “Comuni Ricicloni”, la
speciale graduatoria di Legambiente che raggruppa tutti i
Comuni italiani che si sono distinti per aver superato il
50% di raccolta differenziata.
Ciò fa ben
sperare che siano effettivamente pochi coloro che non hanno
ancora capito l’importanza di tutelare il nostro
territorio, mentre siano la quasi totalità coloro che,
invece, hanno adottato la buona abitudine di differenziare i
rifiuti.
L’appello
che quindi si vuole lanciare è segnatamente quello di avere
un maggiore rispetto per il proprio territorio, perché
piace sicuramente a tutti vivere in un ambiente pulito e
decoroso. Anche perché, come disse un capo pellerossa, è
bene ricordarsi che “la terra in cui viviamo non ci è
stata lasciata in eredità dai nostri padri, ma l’abbiamo
ricevuta in prestito dai nostri figli” e che, quindi,
dipende da noi come sarà Mesero nel futuro.
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